I nostri libri

Alessandro Manuli

Sul seno della sabbia

“Poesia come seconda voce nella voce mondana, poesia come libertà e intenzione coerente, quasi severa, trasversale. Questo il senso del lavoro di Alessandro Manuli, che scandisce il tempo e le stagioni col rintocco di un sentimento insieme malinconico e amoroso.” – Maria Grazia Calandrone

Sul seno della sabbia è una silloge di poesie scritta da Alessandro Manuli ed è il
primo libro della collana di poesia contemporanea Nuwanda, edita dal progetto
letterario de La Setta dei Poeti estinti.  
Strutturato in più sezioni, il libro intreccia paesaggi interiori, notti di desiderio e
scenari urbani, come Roma e Ostia, indagando la perdita come origine del canto
poetico. Il mare, la sabbia e la luna costituiscono un sistema simbolico ricorrente,
legato all’eros e alla memoria, dove l’amore appare come esperienza assoluta e
insieme ferita insanabile. Il linguaggio è limpido ma intensamente corporeo,
attraversato da immagini di vento, sangue, pietre e stelle. Il mito di Orfeo e Medea – ricorrente nella silloge – diviene metafora della discesa nel dolore e della
trasformazione dell’assenza in parola. L’opera si configura come un attraversamento di un inferno personale e racconta la fragile risalita verso la luce, affidata alla forza della poesia.
La raccolta, infine, dialoga con la tradizione poetica italiana e diversi testi sono
dedicati a quelli che l’autore considera poeti-maestri: Sandro Penna, Giacomo
Leopardi, Pier Paolo Pasolini e Alda Merini.  

Mara Sabia ed Emilio Fabio Torsello

Sono tornato perché c'eri tu. La poesia che salva e come lo fa

Solferino 2026
La storia della letteratura è costellata di vite salvate dalla poesia. Quelle degli autori stessi, che hanno superato dolori e avversità tramite la scrittura delle proprie opere.
Quelle dei lettori, che nei versi hanno trovato risonanza e conforto, un aiuto per affrontare le difficoltà quotidiane. Amelia Rosselli scriveva per sfuggire alla morte.
Ghiannis Ritsos per cantare – e sognare – una libertà proibita dal regime. Alda Merini per sopravvivere all’internamento manicomiale.
Giuseppe Ungaretti per trovare una patria, Pablo Neruda per amore e per il riscatto dei popoli, Giovanni Pascoli per preservare la memoria – anche dell’omicidio di suo padre.
Per Charles Bukowski la poesia è combattimento, per Sibilla Aleramo è urgenza, per Alfonso Guida è una simbolica terra di approdo. Le loro storie e le altre contenute in questo libro sono come specchi che riflettono i nostri stessi dubbi, traumi, paure: tutti quei sentimenti che ci prendono alla gola e non ci danno scampo, finché non troviamo una via che ci liberi. Questa via è la poesia: la loro, la nostra.

Emilio Fabio Torsello e Mara Sabia, che grazie ai versi amati, recitati, fanno vivere una comunità animata e appassionata, raccolgono storie e parole di autrici e autori che hanno attraversato la loro esperienza e ce le offrono come un’occasione per riflettere non solo sulla letteratura ma su noi stessi, sul nostro bisogno di poesia e di rinascita. Perché come scriveva il giovane Emil Cioran: «La creazione è una temporanea salvezza dagli artigli della morte». 

Mara Sabia

Lettere dalla clinica. Il tema della malattia mentale e dell’internamento nell’opera in prosa di Amelia Rosselli e nelle lettere inedite al fratello John

Edizioni ETS, 2026

L’opera di Amelia Rosselli è stata oggetto di numerosi studi, tuttavia, nella bibliografia esistente emerge il vuoto di una ricerca su un tema di estrema rilevanza: la rappresentazione letteraria del disturbo psichico con cui l’autrice convisse per l’intera esistenza e la cui traccia è rinvenibile, in maniera diffusa e schermata, in tutta la sua produzione. L’intento di questo studio è contribuire a colmare tale vuoto indagando il tema del disturbo psichico e dei ricoveri analizzando un corpus di opere che ne riportano chiare tracce. Da Sanatorio 1954, a Diario Ottuso (1954-1968), fino a Storia di una malattia la prosa risulta essere per Rosselli il genere privilegiato per esprimere quel «pozzo di verità» che comprende anche tratti della sua complessa vicenda esistenziale. Il volume getta luce anche su una pagina inesplorata della vita e dell’opera giovanile di Rosselli: il lungo ricovero nella clinica Bellevue qui ricostruito attraverso le lettere inedite al fratello John ritrovate presso il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia. Il rinvenimento e lo studio di tali missive permettono non solo di conoscere, dalla voce della poetessa, la realtà della celebre clinica diretta da Ludwig Binswanger, ma anche di prendere atto della continuità della produzione letteraria e della funzione che la lettura ha avuto per Rosselli in tale periodo.

Mara Sabia

Le Strade del bacio

La vita felice 2020
Bisogna sentirsi a proprio agio con la vita per scrivere di paesi notturni attraversati in un abbraccio, di stazioni ferroviarie complici di addìi e ritorni, di paesaggi immersi nel profumo dei gelsomini e riuscire a mantenere un equilibrio nell’estensione del gesto poetico, che non risulta mai eccessivo o inappropriato, anzi contiene una sua misura. Le strade del bacio è una raccolta che punta decisa sui sentimenti, uno in particolare: il motivo dell’eros che non conosce regole se non quelle che in molti passaggi ripropongono le atmosfere del Cantico dei Cantici […] vive di proiezioni e di attese, non è un camminare per orizzonti monotoni, piuttosto una gradazione di immersioni in un sottosuolo già affollato di piccole verità da assumere a riferimento. Esiste un passato che somiglia a un continente interiore, da cui poi l’autrice torna ogni volta più ricca.
La Lucania è la terra d’origine (dell’autrice), Roma è la terra di elezione, ma è come se fra le due geografie ci fosse dialogo non semplicemente distanza, entrambi scenari che favoriscono i movimenti del cuore, aiutano a circo-scrivere meglio la resistenza all’usura del vivere, che è il vero nemico contro cui fronteggiano questi versi. Un nemico subdolo, antico, a cui non c’è da opporre nulla se non l’originaria limpidezza della parola.

Dalla prefazione di Giuseppe Lupo

La Setta dei Poeti estinti è un progetto culturale e letterario ispirato al film L’Attimo fuggente, nato sui social nel 2013 e divenuto negli anni una delle principali realtà di divulgazione italiane, organizzando eventi in presenza in diverse regioni nel Paese.

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